Pubblicato da: UMBERTO | maggio 30, 2008

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I RIFIUTI

Napolitano: «Situazione tragica». Bertolaso: «Entro giugno fuori dall’emergenza». Si va verso la riapertura delle vecchie discariche

NAPOLI
Il Capo dello Stato definisce tragica l’emergenza rifiuti che sta investendo, la Campania mentre il commissario di governo, Guido Bertolaso, parlando a Napoli, indica le soluzioni da adottare in tempi brevi (tra le quali la riapertura di vecchie discariche) per traghettare la Regione fuori dalla fase più acuta di una crisi che ormai dura da 14 lunghi anni. Una situazione di crisi che ora, con l’innalzamento delle temperature, rappresenta una vera e propria minaccia per la salute pubblica, per milioni di cittadini disorientati.
L’emergenza rifiuti in Campania, e soprattutto a Napoli e nel suo hinterland, oltre che in proteste dei cittadini si traduce in polemica politica. L’affondo parte da Forza Italia, che prima di avviare una petizione popolare per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Antonio Bassolino, chiede attraverso il coordinatore nazionale Sandro Bondi un comitato di salute pubblica. Il disastro è tale, ragiona Bondi che «nessuno ce la può fare da solo. Bisogna mettere in piedi le migliori energie della classe politica ed economica e della società civile». An, dal canto suo, “occupa” l’aula del Parlamentino regionale con i suoi consiglieri, chiedendo che il ’governatorè Antonio Bassolino riferisca sulle decisioni adottate dal governo, del commissario straordinario Guido Bertolaso e dalla Regione.

I rifiuti campani sono anche uno dei temi al centro della riunione a Roma del comitato promotore del Partito Democratico. «Credo che il presidente Prodi abbia già preso i provvedimenti indispensabili», dice il leader della Margherita e vicepremier Francesco Rutelli. Di altro avviso il vicecoordinatore ’azzurrò Fabrizio Cicchitto, che chiede che Romano Prodi riferisca in Parlamento sull’emergenza, anche se sottolinea come il premier tema l’Aula e per questo ricorra a «marchingegni procedurali» quali il decreto varato di recente sui rifiuti pur di non farlo lavorare. Intanto a Napoli giacciono 2.700 tonnellate di rifiuti nelle strade o nei cassonetti; in provincia le scuole non aprono per l’emergenza sanitaria causata dal caldo e dall’ammassarsi di immondizia sui marciapiedi; e in tutta la regione gli impianti di combustibile da rifiuti funzionano a scartamento ridotto.

La protesta dei cittadini ha una forma di espressione privilegiata che è quella dei roghi di cassonetti stracolmi e dei cumuli di spazzatura, con le conseguenti esalazioni di diossina e i danni immediati alle vetture parcheggiate nei pressi dei falò appiccati da ignoti o, come nel caso odierno di San Giorgio a Cremano, disservizi quali la mancanza di linea telefonica. Bertolaso, intanto, ha iniziato la sua corsa contro il tempo per individuare discariche tra quelle chiuse, ancora con capienza e sequestrate dalla magistratura, nelle quali sversare quanto da sabato prossimo non si può più ospitare nel sito di Riconte, a Villaricca, nel napoletano, l’unica discarica attiva nella regione.

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