Pubblicato da: UMBERTO | aprile 11, 2008

Come ardeva il nostro cuore mentre ci parlava…

Carole Foret – Emmaus

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (Lc 24,13-35)

Possiamo facilmente riconoscerci in questi due discepoli che percorrono la strada verso Emmaus delusi dagli eventi. Non abbiamo vissuto la morte del profeta in cui avevamo riposto tutta la nostra fiducia, ma quante delusioni, quante frustrazioni, ci portiamo dietro sulla strada della nostra vita… Quando ci siamo sposati, tutto era bello, tutto era facile davanti a noi… A volte la vita poi ha offuscato molti sogni: quanti fra noi soffrono i loro amori, li vivono con tante pene e tante miserie ed osano appena pensare all’avvenire… Avevamo riposto grandi speranze sui nostri figli, erano la nostra vita ed ecco che hanno preso orientamenti ben contrari alle nostre speranze, se non addirittura al buon senso… Ci siamo fatti sacerdoti con l’ambizione di convertire il mondo, con l’idea di trasmettere un messaggio ed un modo di vivere incontestabile, con l’amore per una Chiesa che avrebbe donato Gesù. Ma cosa è che abbiamo potuto donare e cos’è che abbiamo ricevuto in dono? Si potrebbe continuare negli esempi, trovarne di migliori. Non è necessario perché ciascuno può riconsiderare le prove e le difficoltà della propria vita ed avrà la possibilità di dire a Gesù come i discepoli di Emmaus: “Non sai ciò che è accaduto in questi giorni?“.

Stolti e lenti di cuore a credere!“, risponderebbe Gesù. Tutti i testi, che leggiamo nelle domeniche che seguono Pasqua, ci dicono, ci mostrano, ci provano che Gesù è risorto. Risorto non vuol dire che è ridiventato vivo come prima, nello stesso modo. È abbastanza significativo che i discepoli abbiano delle difficoltà a riconoscerlo. È’ ritornato vivo in altro modo per essere più vicino a noi. Liberato dalle condizioni corporali, spaziali e terrene, non vive più accanto a noi, ma in noi là esattamente dove siamo. È ciò che ha promesso quando ha detto: “Vi invierò il mio Spirito.

Non abbiamo forse noi un comportamento simile a quello dei discepoli di Emmaus? Pensiamo di aver perso Gesù proprio mentre è in cammino con noi. Lo cerchiamo nello straordinario, mentre vive il nostro ordinario con noi. Osserviamo bene questi discepoli di Emmaus. Con loro, Gesù non ha ricominciato il tempo, non ha riparato il disastro della sua morte, non ha liberato Israele dall’occupante romano. Ha camminato con loro, ha spiegato loro le Scritture, ha aperto il loro cuore. Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via?“. Seduto alla loro mensa, ha condiviso il pane, li ha nutriti di se stesso, ha donato loro il suo Spirito e la sua forza perché continuassero la loro strada. Con noi agisce nello stesso modo. “Gesù non è venuto ad eliminare la sofferenza, né a spiegarla: l’ha riempita della sua presenza“, ha scritto il poeta Paul Claudel. Cos’è che cambia la risurrezione di Cristo? Cambia tutto. Noi continuiamo ad avere le nostre malattie, la nostra vecchiaia, le nostre pene d’amore, le nostre delusioni, ma non le viviamo da soli. Abbiamo un partner. Gesù è in cammino con noi. Se siamo niente niente attenti alla sua presenza sulla strada della nostra vita, se gli diamo un po’ di tempo per spiegarci le Scritture, se dividiamo il pane con Lui, anche noi potremo dire: “Come ardeva il nostro cuore mentre ci parlava…“.

Infine, vediamo che dopo il pasto, Gesù scompare ed i discepoli vanno ad annunciare il vangelo. Non aveva più bisogno di essere fisicamente visibile, lo era grazie ai discepoli. Oggi, siamo noi a manifestare la sua presenza…

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La riflessione…

bullet Testimone “qualificato”

bullet Un tempo per ricominciare

bullet Di “inizio” in “inizio”…

bullet Incontro a quale Dio

bullet Buon Natale (da bambini)!

bullet Auguri per un Anno “come Maria”

bullet Cercatori di Dio

bullet Le tappe della fede

bullet Conversione

bullet Liberazione e strazio

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